
Un sostegno concreto ai piccoli produttori lattiero-caseari dell'entroterra ligure arriva dalla Regione Liguria, che ha aggiornato le regole per i caseifici aziendali operanti in regime di attività marginale, introducendo una maggiore flessibilità nella gestione della materia prima senza rinunciare alle garanzie di qualità e sicurezza per i consumatori.
La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Agricoltura e all'Entroterra Alessandro Piana, ha approvato un aggiornamento della disciplina relativa ai piccoli caseifici aziendali che operano in regime di attività marginale, introducendo la possibilità di acquistare quote limitate di latte da altre aziende agricole nel rispetto di rigorosi requisiti di tracciabilità, provenienza e sicurezza alimentare.
"Accogliamo positivamente questo provvedimento, - commenta Massimiliano Pirello, direttore CIA Liguria - che rappresenta un passo avanti importante rispetto alla proposta iniziale e una risposta concreta alle esigenze di molte aziende del comparto. Restano tuttavia alcune criticità legate alle peculiarità della zootecnia ligure, storicamente caratterizzata da allevamenti di piccole dimensioni e da volumi di produzione spesso limitati. La questione della marginalità è stata definita in Regione Liguria entro il limite delle 30 UBA (Unità di Bestiame Adulto), indipendentemente dalla quantità di latte prodotta; per questo motivo, ci saremmo augurati un ulteriore passo in avanti volto ad allineare la normativa sanitaria a quella fiscale. Il legislatore fiscale, infatti, riconosce ai produttori la possibilità di acquistare prodotti da terzi, fatti salvi gli obblighi di trasformazione e manipolazione. Il fatto che il legislatore sanitario vada invece a limitare tali tappe rappresenta, a nostro avviso, un serio danno per un comparto già strutturalmente fragile. È fondamentale che le nuove disposizioni siano applicabili nella pratica e non comportino ulteriori appesantimenti burocratici per realtà produttive che operano già in condizioni complesse. Per questo motivo, sarà di vitale importanza accompagnare l'introduzione della misura con un'attenta attività di informazione e di confronto diretto con gli allevatori, spiegando con la massima chiarezza le motivazioni tecniche, sanitarie e normative che hanno guidato la definizione dei limiti previsti".
Il provvedimento integra quanto previsto dalla DGR 856/2011 e nasce dall'esigenza di rispondere alle caratteristiche della zootecnia ligure, composta in larga parte da aziende di dimensioni contenute che spesso devono fare i conti con produzioni limitate e stagionali. La nuova disciplina consentirà alle aziende che trasformano il proprio latte in prodotti lattiero-caseari di acquistare da terzi quantitativi non superiori al 20% della produzione aziendale annua, mantenendo l'obbligo di utilizzare latte proveniente dalla stessa specie allevata e privilegiando fornitori presenti nello stesso territorio. Restano inoltre pienamente confermati tutti i requisiti in materia di sicurezza alimentare, controlli e tracciabilità della filiera.
La misura riguarda i caseifici aziendali che rientrano nei criteri di marginalità già definiti dalla normativa regionale, vale a dire realtà produttive di dimensioni contenute che operano prevalentemente attraverso la trasformazione e la vendita diretta dei propri prodotti a livello locale, e si inserisce nelle azioni di sostegno alle produzioni locali e alle filiere agroalimentari del territorio.